Seminario 2006
IL SOCRATE DEI DIALOGHI
Seminario palermitano del gennaio 2006
con saggi di Giuseppe Mazzara, Michel Narcy e Livio Rossetti
Bari, Levante, 2007 ("Le Rane" 47)
164 p., euro 18,00
ISBN 978 88 7949 449 6 - ISSN 1723 4891
INDICE DEL VOLUME
G. Mazzara, Presentazione
M. Narcy, Che cosa è un dialogo socratico?
L. Rossetti, Il dialogo socratico come unità comunicazionale 'aperta'
M. Narcy, La Teodote di Senofonte: Un Alcibade al femminile?
L. Rossetti, L'Eutidemo di Senofonte: i>Memorabili IV 2
G. Mazzara, La morale di Socrate è teonoma? Aspetti convergenti della religiosità socratica in Senofonte e in Platone
G. Mazzara, Memorabili IV 4. Nel dialogo tra Socrate ed Ippia chi dei due è plagiato dall'altro?
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Dalla PRESENTAZIONE di Giuseppe Mazzara
Almeno in questi ultimi anni non ci sono state, nel nostro corso di laurea in filosofia a Palermo, occasioni per una approfondita riflessione sulla figura di Socrate, e già questo era un buon motivo per organizzare un Seminario ad hoc: quello di cui presento ora gli Atti.
Mi è sembrato opportuno proporre all'attenzione dei giovani studenti la figura di Socrate come modello di coerenza teorica e pratica e di virtù socialmente
utili come la saggezza, la padronanza di sé, e la capacità dialettica che permette di esporre gli altri e anche se stessi alla rigorosità di un ragionamento
confutatorio in vista dell'affermazione del bene comune e della giustizia. Infatti, Socrate merita attenzione anche per l'alto valore che assegna al
rispetto dell'uomo come espressione della razionalità divina immanente nella natura, ciò in considerazione, inoltre, della generale perdita di valori della
nostra cultura occidentale, e sospinti anche dalla necessità di confrontarci con culture diverse dalla nostra.
Da unìaltra parte mi è parso opportuno innestare anche il nostro Seminario in quello che al giorno dìoggi costituisce una svolta nella considerazione
di Senofonte, che, dopo essere stato ritenuto, per tanto tempo, scrittore 'superficiale' e 'banale', oggi invece è divenuto oggetto di un vasto ripensamento e di un'autentica riscoperta, come testimonia un flusso già nutrito di studi ed eventi accademici.
Viviamo oggi infatti un momento di sostanziale ripensamento dell'opera di questo scrittore di dialoghi socratici. Nel 2001 Gilbert Romeyer Dherbey
ebbe a scrivere:
Reprendre au sérieux ces Socratiques implique assurément qu'on ne les désigne plus par ce vocable de 'petits', qui eût choqué certainenement Socrate
lui-même. [
] Ne plus être dupe des classifications des doxographes et de leurs successions scolaires [
] cest se donner en même temps la possibilité
de percevoir l'unité dinspiration de toutes ces hommes qui se sont reclamé de Socrate.
Ma già l'anno precedente il Dorion, nella sua Introduction all'edizione dei Memorabili per Les Belles Lettres aveva impostato una vasta e pertinente requisitoria contro le ragioni che, durante tutto il Novecento, hanno comportato
una progressiva emarginazione di questo autore come testimone di scarso valore sul conto di Socrate. A sua volta Donald Morrison, nel 1994, scriveva, con riferimento a un particolare capitolo dei Memorabili, che «The subtle and complex structure of this account puts the lie to anyone who would claim that Xenophon was too dull to understand Socrates». Nella stessa direzione si muove il Reale con il suo Socrate del 2000, il quale tende a rivalutare le figure minori dei Socratici e in particolare Senofonte, riproponendo la metafora della luce: «i raggi di una grande luce possono essere colti anche singolarmente e amplificati o ridotti a seconda di coloro che li recepiscono, ma debitamente intesi possono ricondurre alla fonte».
Ricordo, inoltre, che recentemente uno dei nostri ospiti, Michel Narcy, ha preso l'iniziativa di organizzare, insieme con Alonso Tordesillas, un importante congresso su "Xénophon et Socrate" (a Aix-en-Provence, nel novembre del 2003). A sua volta il Rossetti già da alcuni anni è impegnato, con i suoi articoli, a raccomandare uno sguardo sinottico allinsieme dei dialoghi socratici più antichi.
Ricordo soltanto l'articolo "I valori etici propugnati da Socrate", in cui egli individua negli "indicatori dei modi di fare" di Socrate lo 'zoccolo duro' capace di superare "la presunta contraddittorietà delle fonti". Non mi sembra un caso che lo stesso Rossetti abbia preso l'iniziativa di organizzare le "Giornate di studio sulla Letteratura Socratica Antica" di Senigallia (febbraio
2005; Atti in preparazione). Significativamente questa fase è stata preceduta da un lavoro di importanza fondamentale: le Socratis et Socraticorum Reliquiae, ossia la raccolta delle fonti relative a Socrate, a tutti i cosiddetti
Socratici Minori e alle scuole fondate da alcuni di questi ultimi, ad opera di Gabriele Giannantoni (Napoli 1990).
Io credo, quindi, che nell'insieme si possa parlare di rinnovamento degli studi, un rinnovamento orientato a rivalutare l'opera di Senofonte e di altri
scritti dovuti ai condiscepoli di Platone, e questo, stranamente, proprio negli anni in cui è fiorita la International Plato Society. Il nostro Seminario di Palermo si inserisce in questa atmosfera di rinnovata attenzione per i dialoghi socratici nel loro complesso e in particolare per Senofonte, con una speciale attenzione riservata al libro IV dei suoi Memorabili.
Non sorprende, perciò, che per l'occasione siano stati invitati a Palermo il prof. Michel Narcy del CNRS (Villejuif, Francia), e il prof. Livio Rossetti
dell'Università di Perugia, che ancora ringrazio per aver accettato l'invito.
Sono le sei lezioni del Seminario palermitano a confluire nel presente volume. Vediamole ora una per una. (...)
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