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La letteratura socratica antica da Aix a Senigallia |
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In questo quadro assume una valenza paradigmatica la recente rivalutazione di Senofonte, un autore troppo spesso letto alla luce di ciò che non seppe scrivere né essere rispetto a Platone, anziché per quel che egli fu capace di tramandare e comprendere indipendentemente dai suoi contemporanei. Il Colloque International de Philosophie Ancienne «Xénophon et Socrate», svoltosi ad Aix-en-Provence (Université de Provence) dal 6 al 9 novembre 2003 per iniziativa di Alonso de Tordesillas (Université de Provence, Aix) e Michel Narcy (CNRS, Paris), rappresenta forse uno dei tentativi più riusciti di liberare Senofonte dal giogo della pretesa "superiorità filosofica" della testimonianza platonica. La varietà e la ricchezza speculativa dei temi emersi nel corso dei lavori, ma soprattutto la peculiarità di questi temi rispetto a quelli affrontati da Platone, fanno emergere un Socrate del tutto nuovo, degno alter ego di quello esclusivamente platonico. Ci troviamo ad esempio di fronte ad una dialektike techne strettamente connessa al concetto di enkrateia, e dunque eminentemente morale (interventi di Jean-Baptiste Gourinat e Hugues-Olivier Ney). Una "arte" dialettica tesa non tanto a confutare gli avversari di Socrate, come in Platone, ma piuttosto destinata alla paideia di amici e compagni (interventi di François Renaud e Livio Rossetti). Quanto in Senofonte una simile idea di dialettica "morale" sia connessa alla concezione socratica del linguaggio, e quanto questa concezione dipenda a sua volta da un sofista come Prodico, è stato d'altra parte messo in luce da Alonso de Tordesillas. Gli interventi di Louis-André Dorion, Vana Nikolaïdou-Kyrianidou e Domingo Placido hanno sottolineato come il modello etico del Socrate senofonteo sia profondamente ispirato ai risvolti politici, oltre che paideutici, del concetto di kalokagathia. Ciò vale allo stesso modo per l'oikos e la polis, due realtà governabili solo e unicamente mediante le virtù morali di un basilikos aner. La concezione legalistica dell'etica è un elemento caratteristico anche della religiosità socratica in Senofonte, come hanno rilevato Tomás Calvo e Alessandro Stavru. Persino la dottrina della psyche, cui Platone attribuisce un significato essenzialmente teoretico, assume qui connotati specificatamente morali (interventi di Donald Morrison e Michel Narcy). Riuscendo a prescindere dalla deleteria giustapposizione con Platone, il convegno di Aix ha dunque portato alla luce la ricchezza anche speculativa del Socrate di Senofonte, aprendo la strada a nuovi sviluppi della questione socratica. Altri impulsi per un approccio teso a restituire piena dignità alla testimonianza senofontea provengono direttamente da Louis-André Dorion, il quale, dopo aver pubblicato il primo libro dei Memorabili nell'edizione Belles Lettres (con il testo nuovamente stabilito da M. Bandini) e coordinato un numero monografico di Les études philosophiques (2004/2) interamente dedicato al Socrate di Senofonte, attende ora al completamento della traduzione commentata dei rimanenti tre libri dei Memorabilia. Una grande attenzione alle fonti socratiche prima e oltre ogni comparazione con Platone ha del resto caratterizzato anche il primo numero, 2001, di Philosophie antique, la nuova rivista diretta da André Laks e Michel Narcy (Lille, Presses Universitaires du Septentrion). Si tratta infatti di un numero interamente dedicato alle molteplici "figure" di Socrate, con articoli di Rossetti, Tsouna, Renaud, Dorion, Alesse, Gourinat, Brancacci, Allard e Döring. Possiamo ricordare inoltre il ciclo di conferenze tenuto da Livio Rossetti a Napoli, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nel gennaio 2004. Misurandosi con "L'universo dei dialoghi socratici", Rossetti ha infatti indicato come il paradigma proposto ad Aix possa essere applicato anche all'enorme corpus dei Sokratikoilogoi, testimonianze preziose per ricostruire e circostanziare le dinamiche del dialogo socratico. Nel momento in cui questi logoi vengono considerati come un insieme di cui l’opera platonica è pur sempre parte, ma solo parte, diviene possibile farsi un’idea di costanti, connotati di genere, logica interna e linee di sviluppo, dunque vedere sotto una nuova luce un’intera stagione letteraria e filosofica. È del tutto evidente che il paradigma ermeneutico emerso dal convegno di Aix richiede ancora molti chiarimenti e approfondimenti, prima che possa definitivamente affermarsi come nuova chiave di lettura di tutte le fonti socratiche. Ma è altrettanto evidente che esso merita di essere messo alla prova, visti i risultati incoraggianti finora ottenuti. Su questi stessi temi è ora annunciato un altro promettente appuntamento che avrà luogo a Senigallia nei giorni 17-19 febbraio 2005. Si tratta delle “(Prime) Giornate di Studio sulla Letteratura Socratica Antica”, promosse dal Dipartimento di Filosofia dell’Università di Perugia (quindi da Livio Rossetti) in collaborazione con il Comune di Senigallia e col patrocinio dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, della International Plato Society e del Centre d’Etudes sur la Pensée Antique “Kairos kai Logos” di Aix-en-Provence. Questa sessione si propone appunto di dare un congruo seguito al convegno di Aix su «Xénophon et Socrate». Il fatto che si parli di “(Prime) Giornate” fa sperare che quello di Senigallia possa diventare un appuntamento a cadenza regolare. È una bella speranza. Alessandro Stavru |
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